Sale marino naturale

 

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Per lungo tempo il sale più utilizzato è stato il sale di miniera o di salgemma per via dei più bassi costi di produzione e quindi di vendita. Il sale di salgemma è praticamente cloruro di sodio allo stato puro.

Il sale marino naturale, viceversa, porta con sè la tipicità oligominerale e organolettica del mare di origine. Ha quindi un più basso tenore di sodio e una maggiore presenza di oligoelementi, quali lo iodio, il potassio ed il magnesio.

Tutto ciò ha fatto sì che un sempre maggior numero non solo di consumatori finali, ma anche di catene di ristorazione e di industrie alimentari puntino oggi alla scelta di un prodotto di migliori qualità salutistiche e organolettiche

Il sale marino naturale Villa da Filicaja -prodotto nella Riserva Naturale di Margherita di Savoia– è estratto con metodi tradizionali e non viene sottoposto a lavaggio, mantenendo quindi inalterate tutte le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

Noi raccomandiamo: naturalsalshop.it

 

Sul diabete

 

diabI malati di diabete potranno presto vivere una vita più serena, senza il bisogno di iniettare l’insulina. La Food and Drug Administration (Fda) ha dato il consenso alla Medtronic per il suo pancreas artificiale.

Questo dispositivo dovrebbe essere disponibile in commercio dalla primavera del 2017 e monitora il glucosio nel sangue, fornendo la corretta quantità di insulina alle persone con diabete di tipo 1. Attualmente è approvato solo negli USA per tutti i pazienti al di sopra dei 14 anni.

Il MiniMed 670g (questo è il nome dispositivo) è formato da un piccolo sensore, munito di ago, che monitora in modo continuo i livelli di zucchero al di sotto della pella e da una pompa sull’addome collegata a un tubicino che rilascia l’insulina. L’apparecchio misura i livelli di glucosio ogni 5 minuti, all’utente non resta che gestire l’ormone durante i pasti.

L’Fda ha dato il suo concenso dopo aver valutato i dati di uno studio clinico che ha visto 123 partecipanti diabetici e comparando le prime due settimane trascorse senza il MiniMed 670 g e, successivamente, i tre mesi durante i quali i pazienti hanno usato il dispositivo in modo molto frequente. Il device si è dimostrato sicuro ed efficace per i partecipanti dai 14 anni in su, non presentando effetti collaterali pesanti. Tuttavia, la Fda intende continuare con i test anche dopo aver immesso il prodotto sul mercato.

In Italia sono 20mila i bambini con diabete di tipo 1 sotto i 14 anni. Solo 1300 utilizzano tecnologie più avanzata per la microinfusione di insulina.

Tappi di vetro per vino

 

ventroSu molti vini tedeschi stanno iniziando ad apparire i tappi in vetro. Bellissimi, assolutamente igienici, non rischiano di portare con sè muffe causanti il tipico sentore di tappo (armillaria mellea e altre) e sono facilmente riciclabili. Altra nota positiva, si reinseriscono facilmente nella bottiglia tappandola perfettamente.

Sono particolarmente adatti ai vini bianchi o comunque da servire freschi (come si saprà la armillaria mellea si sviluppa più facilmente in luoghi freddi e umidi come il frigorifero e se le bottiglie sono mantenute verticali). Uniche complicazioni sono la necessità di comprare bottiglie con imboccatura particolare per questo tipo di tappo e la non traspirabilità del tappo stesso, fatto questo che potrebbe procurare difficoltà nell’invecchiamento.

La teoria dello scambio di ossigeno attraverso il tappo di sughero naturale è tuttavia in questi giorni fortemente messa in discussione. Villa da Filicaja sin dal 2001 sta facendo prove di invecchiamento con diversi tipi di tappi, sintetici e naturali e stiamo già iniziando ad avere dei risultati parziali con la vittoria dei tappi sintetici traspiranti della Neocork sia al confronto con tappi di sughero naturale di scelta “extra” che con tappi di plastica. Per avere dei risultati definitivi bisognerà aspettare alemno altri cinque o sei anni. In ogni caso il disciplinare delle maggiori DOCG per il momento proibisce l’uso in Italia dei tappi non di sughero.

Noi raccomandiamo: http://www.winenews.it/

 

Cucina din strada Palermo

 

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Palermo è una città millenaria che affascina i visitatori grazie al crogiolo di culture che si sono susseguite nel corso della sua storia e che hanno lasciato tracce nell’arte e nei monumenti di incomparabile bellezza, alcuni dei quali sono stati recentemente dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

Tra gli aspetti che colpiscono maggiormente i turisti c’è anche la grande qualità del suo cibo di strada, la cui ricchezza e varietà ha pochi eguali in Italia e che è a tutti gli effetti parte della cultura cittadina.

I pittoreschi e vocianti venditori ambulanti richiamano i passanti offrendo alcune leccornie che si possono trovare solo in Sicilia. Tra i piatti più gettonati ci sono sicuramente le arancine – che però i siciliani declinano al maschile, gli arancini – le regine dello street food palermitano. Sono timballi di riso allo zafferano con piselli, ragù di carne e caciocavallo, una bontà prelibata e a buon mercato, come tutta la cucina di strada del capoluogo siciliano.

Un must sono, poi, le panelle, frittelle di farina di ceci che vengono accompagnate col pane e con i cazzilli che sono crocchette di patate.

Gli amanti del pesce non possono non assaggiare il polpo fresco che viene cotto in acqua salata, tagliato al momento e servito con limone e prezzemolo. Da non perdere il panino tondo ai semi di sesamo con la milza o polmoni – il famoso pani ca’ meusa – che potrebbe far storcere il naso ai più schizzinosi i quali però, una volta provatolo, se ne innamorano all’istante.

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani gli sfinciuni, un’altra delizia tipica dal sapore antico: si tratta di una pizza alta e soffice condita riccamente.

Mangiare una di queste prelibatezza per strada, magari in uno dei mercati storici e più caratteristici di Palermo come Ballarò e la Vucciria, rende la propria permanenza in questa città un’esperienza unica.

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